Carife, a Biella il viaggio speciale di Mascellani con 500 tifosi: 'Un segnale che mi conforta'

15/05/10: - La Nuova Ferrara -

Undici anni... In questi giorni scorrono come pellicola nella testa del presidente Roberto Mascellani (nella foto), che rilevò la Semper (fallita) facendo nascere il Basket Club. Era la primavera del 1999, l'ambizione covava sotto la cenere. Prima che diventasse fuoco, qualche delusione andava fisiologicamente sperimentata. Due stagioni di serie B1, sette di Legadue. Poi la promozione in serie A (Fabriano, 14 aprile 2008), la brillante salvezza dello scorso campionato. All'epilogo dell'avventura numero undici anche il cuore reclama spazio: domani pomeriggio (18.15) la Carife si gioca tutto in una mano di poker. Come fosse gambler: al tavolo di Biella serve un'unica maledetta carta vincente. Il destino di una società in 40': terribile. Mascellani manifesta serenità, come ruolo impone. Ovvio che al Forum in terra piemontese il sangue dirigenziale sarà torrente. Come è giusto. Il "collega" Atripaldi l'altro giorno ha affidato ad un comunicato stampa inquietudini e certezze, togliendo il senso di vuoto con una frase: «Comunque vada a Biella ci sarà un futuro». Serie A o Legadue, in casa Angelico non molleranno. E a Ferrara? Presidente, il futuro del Club è esclusivamente legato al risultato di domani? «Un futuro credo ci sarà, bisogna però vedere di che tipo. Penso che sia più facile averne uno legato alla serie A, anche se i costi sono molto alti. La massima serie potrebbe però aiutare ad allargare il consiglio. In caso di retrocessione i conti quadrerebbero meglio, ma io non voglio pensare alla Legadue. Un futuro tenteremo di costruirlo, sarebbe comunque stupido delinearlo adesso». Oltre 500 tifosi saranno al vostro fianco per la gara decisiva. Un esodo di massa per un viaggio assai scomodo alla voce chilometraggio... «Un segnale chiaro che questa società è entrata nel sangue dei ferraresi: spero che faccia riflettere chi di dovere. Un segnale confortante, rispetto a tutti i problemi che potranno arrivare dopo la partita. Tutta questa passione è la sintesi del nostro lungo lavoro, poi ci vogliono anche i risultati». Ha molti timori? «Manno, sono tranquillo. Però questa è una partita particolare, come poteva esserlo quella di Vigevano (2001; ndr) o quella della salvezza in Legadue con Novara (2003; ndr). Nella vita di una società ci sono match di questo genere: speriamo bene. La squadra deve entrare in campo con fiducia e giocare, deve stare lì con il coltello tra i denti». Psicologicamente loro non preparati alla battaglia salvezza e voi invece sì? «Tutte balle... Uno si prepara ad affrontare questa sfida anche se non ne ha voglia. Noi compatti e loro con dei problemi? Storie anche queste, perché in una singola partita ci si dimentica tutto. Biella è favorita perché gioca in casa ed ha ottimi giocatori come Smith e Aradori, che possono cambiare volto ad una sfida. Siamo noi in trasferta e affrontiamo un ostacolo complicato». In duelli così, in genere, il fattore campo è relativo. «E' sicuramente una trasferta speciale, ci giochiamo il traguardo salvezza che ha un valore enorme. A Cantù e Treviso abbiamo vinto le gare della sopravvivenza, contro rivali senz'altro motivate. Ma Biella avrà stimoli ben maggiori. Qui ci giochiamo più di un titolo: c'è in palio il futuro». Emozionato? «Penso che ce la faremo, se chi gioca e chi allena non si perde per la strada. Finora segnali negativi non ne ho ricevuti. Siamo al centro dell'attenzione cittadina, sto ricevendo molte telefonate di incoraggiamento». Sugli spalti ci sarà molto bianconero... «Devo ringraziare i consiglieri Bruschi, Ambrosone e Brandani per avere organizzato i pullman. Psicologicamente questa scelta ha favorito un esodo importante. E sono convinto che i Nuf saranno fondamentali per trascinare il nostro tifo. Ritengo che i 500 ferraresi presenti a Biella per 40' saranno tutti Nuf».
Marco Nagliati



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