Diario di bordo: 22 febbraio 2008
NNAMAKA: SVEZIA E ITALIA TANTE DIFFERENZE, MA ENTRAMBE FANTASTICHE

E’ stata una bella mattinata, quella ottimamente organizzata dal professor Antonio Tinto, trascorsa con gli studenti del Liceo Cevolani di Cento nella prestigiosa e splendida Sala Zarri del Palazzo del Governatore a Cento.
“In Svezia d’inverno il sole sorge alle 9 e tramonta alle 14.00, mentre in estate c’è luce anche nelle ore notturne. Gli svedesi sono più riservati mentre in Italia si fa amicizia con più facilità e si mangia benissimo. Quando sento un po’ di nostalgia dell’atmosfera di casa faccio un salto all’Ikea, ma vivo bene sia in Svezia che in Italia, diverse ma entrambe fantastiche.”.
Questa una delle risposte date da Oluoma Nnamaka ad una studentessa alla domanda su quali fossero le principali differenze tra la Svezia e l’Italia.
“Da piccolo ho iniziato con il calcio, poi a dieci anni ho affiancato il basket, in seguito visto che le caratteristiche fisiche divenivano sempre più adatte alla pallacanestro, ho lasciato il calcio e sono diventato atleta professionista trasferendomi nel college statunitense di Marquette. Ora il calcio lo seguo solo in televisione. Giocare a basket mi dà la possibilità di conoscere tanti paesi diversi e tante culture, se tornassi indietro la mia scelta sarebbe ancora la pallacanestro.” Così Nnamaka a alla domanda sul perché della scelta del basket e che influenza questa decisione ha avuto nella sua vita.
Coach Morea ha illustrato agli oltre cento studenti presenti le regole che già nel raduno estivo della squadra vengono stabilite, che devono essere rispettate da tutti e dieci i giocatori. L’assistente di valli ha sottolineato come alla base di tutti i rapporti interpersonali tra atleti e tecnici il rispetto reciproco sia la cosa più importante per iniziare a costruire una stagione di successi.
Seguite con molta attenzione anche le presentazioni di Hera e delle Farmacie Comunali.
L’Ing. Marcello Zanella di Hera ha parlato del processo di potabilizzazione dell’acqua mostrando la centrale di Pontelagoscuro, la cosiddetta “Fabbrica dell’Acqua”, dove l’acqua prelevata dal Po viene poi sottoposta ad accurate fasi di sedimentazione, filtrazione, lagunaggio e depurazione fino al momento in cui, dopo le 100.000 analisi annuali da superare, torna nei nostri rubinetti di casa perfettamente potabile.
Il Dr. Stefano Gamberini delle Farmacie Comunali ha presentato il farmaco inteso come bene prezioso al quale purtroppo ancora oggi solo una parte troppo piccola della popolazione mondiale può accedere. Si è soffermato sulla realtà negativa che vede le grandi multinazionali farmaceutiche investire sempre più sul marketing e sempre meno sulla sperimentazione di nuovi farmaci, specialmente quelli che aiuterebbero i diseredati del quarto mondo a debellare malattie letali come malaria, aids, sarcoma e leishmaniosi che ancora oggi mietono migliaia di vittime.
Al termine della intensa mattinata in Sala Zarri tutta la platea si è trasferita nella palestra del Cevolani per un mini clinic di coach Morea con Oluoma Nnamaka.
Prossima tappa del 6° Trofeo Carife venerdì 7 marzo alle 11.30 al Falcone Borsellino di Portomaggiore, dopo la pausa per la Final Four.
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